lunedì 23 ottobre 2017

La katophorite

Un nome difficile con una storia ancor più complicata...


Care consorelle e confratelli,
la katophorite (o catoforite) è stata descritta per la prima volta nel 1894, e per la revisione della nomenclatura avvenuta nel 1978 era ‘ferro-katophorite.’ Un’ulteriore revisione nel 1997 ha cambiato il nome in magnesiokatophorite, per diventare semplicemente katophorite con la revisione del 2012. Insomma, una storia turbolenta per denominare questo minerale, di cui se non altro conosciamo a questo punto i principali componenti. La pietra deriva tuttavia il suo nome dal greco 'kataphora' (καταφορά) , ovvero "precipitare", in riferimento alla sua origine vulcanica.
In cristalloterapia, è considerata una pietra di protezione; infonde coraggio e aiuta a superare i cambiamenti mantenendo la propria personalità; sul piano fisico, invece, è utile in caso di problemi muscolari o alla trachea.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

domenica 22 ottobre 2017

La pastinaca

Per un corretto funzionamento del fegato.


Care consorelle e confratelli,
pianta aromatica che va dai 3 ai 10 cm di altezza, la pastinaca è comune lungo i fossati, i campi e gli orti, dove può essere anche coltivata. Fiorisce in estate, ma si raccoglie in primavera prima che emetta il fusto.
In cucina, la si può consumare come verdura nelle insalate, oppure per aromatizzare il brodo.
Contiene molti grassi, dunque molte calorie, e in erboristeria è usata come stimolante della contrazione della cistifellea, perché favorisce lo svuotamento della bile nel duodeno.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

sabato 21 ottobre 2017

L'heulandite

Un piccolo aiuto per superare i nostri limiti.


Care consorelle e confratelli,
l’heulandite non è a ben vedere un’unica pietra, ma una serie di minerali appartenenti al gruppo delle zeoliti. I cristalli si presentano tabulari, ma possono essere anche prismatici. Di solito è di colore bianco, ma in base alle inclusioni può essere pure arancio, giallo, rosso o verde, di conseguenza la lucentezza è sia vitrea sia madreperlacea.
A occhio nudo si può confondere con la stilbite, e le differenze si possono rilevare solo al microscopio. Fu August Breithaupt nel 1818 a distinguere per la prima volta le due pietre, e allo stesso risultato arrivò in maniera indipendente Henry James Brooke nel 1822, seppure fu lui a ‘battezzarla’ dal nome del collezionista di minerali Henry Heuland.
Si trova nelle cavità delle rocce basaltiche, ma talvolta anche in quelle metamorfiche e sedimentarie, perlopiù in Islanda, nelle Isole Faroe, in India e nel nostro Tirolo.
In cristalloterapia aiuta a superare i limiti, mentre sul piano fisico combatte i disturbi della crescita e i problemi dei piedi.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

venerdì 20 ottobre 2017

La cardamine

Il 'crescione dei prati' come antianemico.


Care consorelle e confratelli,
questa piantina che va dai 15 ai 30 cm è comune nei prati e lungo i fossati fino alla montagna, fiorisce da aprile a giugno, ma la rosetta fogliare che possiamo usare è perenne.
In cucina è utilizzata nelle insalate, tuttavia, essendo nota anche come 'crescione dei prati', può essere sfruttata pure in tutti quei piatti che hanno come base il crescione d'acqua.
Contiene ferro e calcio, e in erboristeria è usata come antianemico e anabolizzante, ma anche contro i reumatismi e i crampi nervosi.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

giovedì 19 ottobre 2017

La calcantite

Un fiore blu per realizzare tutti i desideri.


Care consorelle e confratelli,
la calcantite è un solfato idrato di rame di colore azzurro cupo e deriva il suo nome dal greco “χαλκός” (“rame”) e “ᾶνθος” (“fiore”), perché i suoi cristalli a forma di tavolette o prismi nell’insieme ricordano un bocciolo. Raramente si presenta in cristalli, perché perlopiù appare in piccole masse compatte, stalattitiche. Scoperta nel 1853 dal mineralogista tedesco Wolfgang Xavier Franz Baron von Kobell, si trova in Germania, Cile, Slovacchia e Spagna, mentre da noi è presente in Val d'Aosta, in provincia di Genova e sul Monte Argentario, in Toscana. Prodotta dall’ossidazione dei solfuri di rame, è stata osservata presso fumarole vulcaniche e nelle gallerie delle miniere.
La calcantite è solubile in acqua e ha un sapore sgradevole, adatto a scongiurare l’ingerimento (è velenosa), mentre all’aria si altera formando sulla superficie aggregati bianco-verdastri, difatti va conservata in contenitori ben chiusi.
Con una soluzione di solfato di rame satura, è fra l’altro possibile ottenerne una versione artificiale.
In cristalloterapia, la calcantite aiuta a fare le scelte giuste per arrivare alla realizzazione dei propri desideri, mentre sul piano fisico è usata per la cura di artriti e disordini del sistema riproduttivo.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

mercoledì 18 ottobre 2017

Gli imbutini o campanula selvatica

Un emolliente dei nostri prati.


Care consorelle e confratelli,
i fiori violacei di questa piantina si trovano su peduncoli a forma di calice, da cui il nome 'imbutini' (ma sono conosciuti anche come 'campanula selvatica)'. L'erbacea può raggiungere un metro d'altezza ed è molto comune per boschi e prati, privilegiando zone umide e soleggiate.
Se ne raccolgono le tenere foglie, senza esfoliare del tutto la piantina e rispettandone il fusto. Contiene gomma, tannino e varie resine, e in erboristeria è utilizzata come emolliente. Le foglie vengono invece mangiate lesse come gli spinaci, e quindi trovano impiego in tutte le ricette in cui possono prenderne il posto.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

martedì 17 ottobre 2017

Il dioptasio

La gemma che risana dagli amori sbagliati.


Care consorelle e confratelli,
il nome di questa pietra deriva dalle parole greche "dia" (attraverso) e "optazo" (vedo), perché, attraverso la sua superficie verde, è possibile scorgere i piani di sfaldatura.
Per tradizione, si tratta della gemma che risana le ferite interiori, in particolare quelle riferite a relazioni sentimentali traumatiche. Per contro, aiuta pure chi vorrebbe non innamorarsi più a sciogliersi di nuovo, cancellando le delusioni e risvegliando i buoni sentimenti.
Il dioptasio, in definitiva, trasforma il negativo in saggezza, e apre il cuore a tutto quanto è disinteressato, donandoci la forza per gettare nuove fondamenta.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI