martedì 15 marzo 2016

I miei uomini #8: Nadir

"Tra i cinque è il più rilassante, grazie alla meditazione riesce a tenere sempre un ferreo equilibrio che impone anche agli altri al bisogno. Compresa Iris" - dal blog "La mia biblioteca romantica”


Care consorelle e confratelli,
in questi mesi ho ricevuto diversi messaggi per alcuni “miei uomini” quali Damien, Elias, Wulfran, Fulke, Bastian, TheoBulkruth, Jeremiah... ma, secondo me, i personaggi maschili sovrannaturali appaiono alle lettrici affascinanti giustappunto perché sono fantasy, e sono convinta che se uno come Damien (tanto per fare un esempio) saltasse sul terrazzo di qualche signora o signorina che lo ha apprezzato, scatterebbe all’istante la telefonata alla polizia. Per cui ve lo confesso una volta per tutte: l’unico mio personaggio maschile di cui mi fiderei nella vita reale è l’autista di “Spettabile Demone”: Nadir. E... insomma... non sarebbe poi così male...

Stava giusto rovistando in borsa alla ricerca dell’accendino, quando il rombo di un motore la distolse.
Non si intendeva di macchine, ma quel coso nero dai vetri oscurati che stava accostando al marciapiede doveva valere una fortuna. E, se Gaia fosse stata lì, avrebbe sicuramente scorto qualche boss hollywoodiano all’interno dell’abitacolo.
Invece l’auto si fermò, e dalla parte del guidatore ne uscì un altro coso ancora più hollywoodiano.
La divisa impeccabile, nonostante il caldo, non nascondeva il corpo plasmato secondo tutti i crismi ellenici. Ciò che più colpiva però era il volto: un singolare incrocio di tratti nordici e indiani. Tutto in lui sfumava verso lo scuro, ma era come se emanasse una sorta di luce che, sotto il sole a picco della tarda mattinata, si faceva gemma nel sorriso e nel luccichio dello sguardo. «Iris?» domandò con voce profonda ma pacata.
Iris riuscì solo ad annuire. Qualcosa in quell’uomo le infondeva calma e serenità, così come Damien la metteva in agitazione.
Lui accennò un mezzo inchino col capo e le aprì la portiera, invitandola a entrare con il palmo. «Prego.»
Se tutte le paure erano svanite perché pure quello era una sorta di ipnotizzatore, doveva certo trovarsi a un livello più elevato di Damien, giacché, prima di sedersi, Iris riuscì pure ad abbozzare un sorriso.
Lo osservò con la coda dell’occhio mentre tornava al suo posto e le suggeriva di allacciarsi le cinture di sicurezza. «Perdona se non ti faccio salire dietro, ma mi è stato detto che...» Lo sguardo di ossidiana si bloccò per un istante nel suo. «Posso darti del tu? Io sono Nadir.» Le tese una mano, che Iris strinse senza troppa convinzione.
«Ti è stato detto che?»
Lo vide sorridere, mentre rimetteva in moto e partiva. «Ti senti a tuo agio?»
«No» rispose, sicura come non mai. «Per niente.»
«Fai un bel respiro.»
«Il training autogeno alla guida non mi pare una bella idea.»
«Perfetto.» Il sorriso divenne smagliante. Il tono della voce sempre mite. «L’umorismo è un’ottima arma per combattere lo stress.»
Iris osservò il profilo perfetto, le labbra carnose e le ciglia interminabili. Straniante che le venisse da chiedere: «Sei una specie di guru?»
«No» rispose lui, inespressivo, effettuando una curva. «Sono un autista.»

“Ma va’?” gli risponde Iris. Tuttavia, non si è allontanata troppo dalla realtà (tralasciando per un attimo il fatto che si tratta di un demone...) perché, per quanto inizialmente lei stenti a credere a quanto i cinque abitanti della villa le rivelano, il metodo utilizzato da Nadir per mantenere sotto controllo la sua reale natura è proprio una sorta di meditazione orientale spruzzata di magia.

Nadir se ne stava inginocchiato di profilo su una stuoia, le mani giunte sotto il mento reclinato, le lunghe ciglia nere abbassate, il corpo statuario e abbronzato ricoperto solo da un sottile pareo color porpora. E porpora era anche tutto l’ambiente circostante, rischiarato dalle candele dislocate per l’intera stanza fra lumi e candelabri. Le persiane erano serrate, le tende dello stesso colore dei drappi e del pareo, bordate d’oro, impedivano l’intrusione di ogni altra fonte di luce.
La figura di Nadir, circondata da soffici cuscini crema e oro, appariva scolpita nel marmo, tanto era immobile.
Poi i muscoli delle spalle guizzarono nell’ombra e le mani si abbassarono lentamente per poggiarsi simmetriche sulle cosce piegate. Il volto sempre assorto. Un lungo respiro a segnarne il movimento del ventre.
Iris non avrebbe voluto disturbarlo, ma le labbra si dischiusero, così come gli occhi, e l’ascetico profilo si voltò verso di lei, accennando un sorriso.
«Ti stavo aspettando» le disse.
«Chissà perché lo avevo intuito...»
Lui allungò una mano davanti a sé e la invitò a sedersi.
L’odore dell’incenso era forte, ma non le dava fastidio, e Iris si accoccolò sui cuscini di fronte a Nadir, ammettendo che l’invito di Blackdeeman non era poi così malvagio.
«Io non ho intenzione di smettere di fumare» sbottò, accucciata sui talloni. «E non so se lo yoga...»
«Niente pratiche umane oggi» replicò lui, deciso ma sommesso.
Per quanto Iris facesse fatica ad accettare i racconti di Sebastian, in effetti, nell’immagine di Nadir di umano in quel momento c’era ben poco.
I grandi occhi neri brillavano nella semi oscurità e le sue parole apparivano ovattate, così come sfuocati i colori: «Adesso rilassati e chiudi gli occhi.»
Iris non era del tutto convinta che chiudere gli occhi mentre si trovava insieme a una di quelle persone sarebbe stata una buona idea, ma le venne spontaneo farlo, quando Nadir le poggiò il mignolo in mezzo alla fonte. «Tutti e tre, gli occhi» aggiunse, pacato.
Sentì che col pollice le stava chiudendo la narice sinistra, poi la invitò a respirare con la destra, cercando di visualizzare un colore caldo come il rosso. Ripeté l’operazione con l’altra narice, facendole visualizzare un colore fresco e azzurro. Fresco e azzurro che, nella sua mente, spiccarono sullo sfondo dei colori rossi e dorati dell’arredamento che avvertiva vivo intorno a sé, attirando la sua attenzione verso il rilassamento che gli instillarono nelle membra.
Il tutto si ripeté più volte, in maniera sempre più lenta e intensa, sempre più profonda, sempre più... rilassante. Iris cominciò a sentirsi ottenebrata, il flusso d’aria la stava ventilando, e tutto quanto stava fuori dalla portata del suo corpo e dagli occhi chiusi le appariva irreale e distante, molto più dell’insolita sensazione che stava provando in quel momento.
Non c’era niente di erotico nel tocco di Nadir, niente di terreno, e Iris si lasciò trascinare in una dimensione in cui le risultò difficile udire ancora le sue parole: «Adesso apri gli occhi, lentamente.»
Con il pollice di Nadir ancora sulla narice sinistra, Iris sollevò lievemente le ciglia e scorse una sottile striscia di fumo rosso fuoriuscire dal suo stesso naso. Ma era talmente stordita che non ne fu spaventata, e poi non era davvero sicura che tutto quello che stava vedendo stesse accadendo sul serio. Così, quando Nadir spostò il pollice sull’altra narice e un nastro azzurrino andò a sostituirsi a quello rosso, Iris lottò contro la fronte che voleva corrugarsi e mantenne i muscoli del viso rilassati.
Le candide perle che Nadir snudò sorridendo la lasciarono confusa, e le dita di lui si allontanarono solo dopo una leggera carezza sotto il mento. «Come ti senti?»
«Benissimo» ammise. «Ma...» E allungò le mani verso il punto in cui fino a poco prima scorrevano le strisce colorate. «Chi vi ha insegnato a fare tutti questi giochi di prestigio?»
«Al nostro stadio originario potremmo fare anche di più.»
«Anche tu reggi il gioco di Sebastian?»
Lui scosse il capo. «Tu in realtà lo sai già» ribatté, sereno. «Già ci credi.»
No, non voleva. Non era possibile.
«E scommetto che sai anche levitare» insisté lei, sardonica.
«Ci vogliono diversi minuti di preparazione» mormorò lui, dondolandosi. «Ma si può fare.»
«Fatela finita...» borbottò lei, rialzandosi. «Mi avete stufato con le vostre leggende demoniache.» Poi velocizzò di nuovo i movimenti e si diresse verso la porta.
«Non stavi meglio prima?» la frenò Nadir, indicandole con una leggera mossa del palmo i cuscini su cui si era inginocchiata.
Sì, certo, ma solo finché lui non le aveva fatto credere di essere in grado di levitare!

Questo espediente sarà in grado di fargli meritare la redenzione? Riuscirà ad aiutare anche Iris e i compagni attraverso queste pratiche? Potrete scoprirlo solo qui.
Che la Dea vi benedica

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