domenica 31 gennaio 2016

Imbolc, Candelora, i Lupercalia e San Valentino

Alle origini delle feste di febbraio.


Care consorelle e confratelli,
nella notte fra il 31 gennaio e il 1° febbraio, le antiche religioni festeggiavano Imbolc, il Grande Sabba del Fuoco, consacrato alla corrispondente Dea elementale Brigit. La celebrazione, che non ha niente a che vedere con le forze malvagie descritte dai posteri, segnava l'approssimarsi della primavera. Era in definitiva una cerimonia di purificazione con cui terminava il periodo dell'anno più freddo (non a caso il mese in cui cade all'interno del calendario celtico degli alberi è quello di Luis, il sorbo, ovvero il risveglio dopo l'oscurità). La Chiesa vi ha poi sovrapposto - col 2 febbraio - Candelora, consacrata alla purificazione della Vergine e alla benedizione nel Tempio a quaranta giorni dal parto (per la tradizione ebraica, in questo periodo una donna era considerata impura). Le candele da benedire non sono altro che un simbolo di luce stagionale. Nell'antica Roma si festeggiava Giunone alle calende di febbraio, e originariamente Candelora veniva celebrata il 14 febbraio, come sovrapposizione dei Lupercalia, festa di fecondità e della fine dell'inverno; poi la data del 14 venne sostituita con San Valentino (denominata Festa dell'Amore nei culti precedenti, messi a tacere con il nuovo calendario).
In chiusura, vi segnalo che, in questi giorni di festa (da oggi al 2 incluso), anche "Spettabile Demone" sarà disponibile su Amazon a 99 centesimi, mentre lo sono sempre i due volumi della serie sulle streghe: Le spose della notte e Luna di notte (con volume conclusivo in arrivo il 14/2).
Che la Dea vi benedica

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Le candele del potere

venerdì 29 gennaio 2016

Aggiornamenti su Le spose della notte e Spettabile Demone


Care consorelle e confratelli,
per la prossima Festa dell'Amore, uscirà il volume conclusivo della serie delle Spose della notte. Mi auguro che la soluzione finale vi piaccia e che il messaggio magico risulti chiaro. Come capirete se arriverete alla fine di questa fantomatica notte, però, per quanto la storia di Dunia si concluda, non ho intenzione di salutare proprio tutti questi personaggi (non aggiungo spoiler in questa sede), e al momento sto lavorando su uno spin-off che vedrà fra i suoi protagonisti alcuni di loro, più un fuoriuscito dal precedente autoconclusivo Spettabile Demone; dato che ho ricevuto numerosi messaggi di apprezzamento in merito a questo ‘fuoriuscito’, spero in futuro di non deludere le aspettative di chi mi leggerà (in "La fine della notte" sarà chiaro chi e perché potrebbe aiutarmi in questo 'recupero'). Occorrerà comunque un po’ di tempo prima che il nuovo lavoro venga alla luce, ma intanto tirerò fuori dal cassetto dell’antro altre storie che potrebbero tenerci compagnia da qui ad allora. Appuntamento quindi al 14 febbraio con "La fine della notte"...
Che la Dea vi benedica

giovedì 28 gennaio 2016

Le candele del potere

L'arte di costruire uno strumento magico indispensabile.


Care consorelle e confratelli, sin dai tempi dell'antica Roma si usavano candele di cera vergine o di sego, e questi oggetti sono con i secoli entrati a far parte dei rituali di svariate religioni, non ultima la magia popolare. In commercio se ne trovano ormai di ogni tipo, ma è chiaro che un nostro manufatto acquista un maggiore potere.
La cera migliore da usare è quella d'api, in quanto legata alla natura in maniera diretta; tuttavia, essendo costosa e non facilmente reperibile, può essere sostituita benissimo dalla paraffina, acquistabile anche al supermercato.
Di seguito trovate alcune 'ricette tipiche.'

CANDELE PORTA-GUADAGNO

1-2 kg di paraffina
1 stoppino
Colorante verde
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di noce moscata
Bicarbonato di sodio
Olio essenziale di patchouli
1 zuppiera, 1 vaso, 1 barattolo alto e lungo
1 cucchiaino di legno
Carta cerata

Bisogna riempire 1/3 del tegame d'acqua, portarla a ebollizione e immergerci il barattolo con la paraffina ridotta in pezzetti. Se la fiamma è troppo alta, la paraffina tende a infiammarsi, quindi è bene usare un coperchio o cospargere il tutto col bicarbonato di sodio.
Nel frattempo, occorre versare le spezie nella zuppiera, e caricarle con la propria energia, visualizzando immagini di denaro. Poi è necessario versare il colorante nella cera ormai sciolta (se si è già indurita, alzare un poco il fuoco) e mescolare fino a omogeneizzare la tonalità. Versare le spezie nel composto e mescolare col cucchiaio di legno, in senso orario, sempre visualizzando immagini di denaro. Aggiungere da otto a dieci gocce di olio essenziale di patchouli e continuare a mescolare. A questo punto si può immergere lo stoppino, che sarà troppo leggero per andare a fondo; quindi occorrerà immergerlo più volte, risollevarlo e farlo raffreddare, in modo che la cera solidificatasi sulla sua superficie gli permetta infine di raggiungere il fondo senza galleggiare
Ogni volta che lo tirerete su, noterete che gli strati di cera lo stanno facendo diventare una sorta di cono rovesciato, a causa delle gocce che scivolano verso il basso. Tutto è normale, anche perché, quando avrà raggiunto le dimensioni desiderate, dovrete metterla ad asciugare a testa all'ingiù, appesa per lo stoppino, e poi, una volta asciugata ma ancora calda, dovrete farla rotolare avanti e indietro sulla carta incerata. In questo modo, verranno eliminate le irregolarità. La candela dovrà comunque essere immersa nella cera un altro paio di volte, dopo aver tagliato la parte inferiore, infine lasciata asciugare per l'ultima volta.
Adesso è pronta, e potrete usare questo metodo anche con altre 'ricette' (nel caso, le erbe vanno sempre tritate in precedenza) e per altri propositi.
Può essere bruciata tutta in una volta, concentrandosi sul desiderio, o alcuni minuti al giorno, a seconda delle esigenze.

PER LA SALUTE

Colorante blu
Pimento
Salvia
Olio di sandalo

PER L'AMORE

Colorante rosso
Petali di rosa
Basilico
Olio di lavanda

PER LA PROTEZIONE

Rosmarino
Salvia
Olio di incenso o cedro
(Nessun colorante)

PER LA CONSAPEVOLEZZA PSICHICA

Colorante blu
Citronella
Genepì
Olio di limone

PER LA PURIFICAZIONE

Anice
Buccia di limone
Olio di lavanda
(nessun colorante)

PER LA SPIRITUALITÀ

Colorante porpora
Mirra
Cannella
Olio di gelsomino o di sandalo


Per approfondimenti:
Scott Cunningham e David Harrington - Gli strumenti magici (Armenia)

martedì 26 gennaio 2016

I miei uomini #1: Elias

"Confesso di essermi presa una scuffia micidiale per un protagonista tanto crudele, vendicativo e spietato, che coglierne spiragli di vulnerabilità e delicatezza ne ha amplificato il carisma" - dal blog "Sognando tra le righe"


Care consorelle e confratelli,
per inaugurare questa nuova rubrica che avevo preannunciato qui, voglio partire dal personaggio che più mi ha fatta sudare a causa di un’evoluzione turbolenta. Come spiegato nel post linkato sopra, immaginando i miei personaggi, non mi rifaccio a volti noti, per cui mi riferirò agli estratti dei romanzi, aggiungendo qualche breve delucidazione.
Elias mi ha fatta sudare, sì, ma anche innamorare. Può apparire spocchioso detto da un’autrice nei confronti di una sua creatura, ma come ogni mamma vede bello il suo bambino, pure a noi sarà ogni tanto concesso qualche strappo alla regola. Fra l’altro Elias ha un bel po’ di problemi riguardo la famiglia, ma non ve li posso anticipare in questa sede, altrimenti farei spoiler sul secondo volume; sappiate comunque che questo personaggio passa da uno stato a un altro nel corso dei capitoli, rimanendo comunque non proprio un classico eroe romance.
Lo vediamo per la prima volta (la primissima a dire il vero non lo vediamo, lo sentiamo e basta, mentre in un locale ci spinge e ci versa qualcosa addosso...) in “Le spose della notte” (leggi qui la quarta di copertina), dove appare come secondario, seppur fondamentale. È uno dei tre oscuri maghi della Cabala che insidiano le tre streghe, ma non “l’addetto alla protagonista.” Eppure gioca sin dall’inizio un ruolo fondamentale, rimescolando le carte in tavola ogni volta che appare...

Dai lunghissimi capelli scuri, riconobbe subito l’avventore del locale; ma, nell’oscurità e nel silenzio della notte, i suoi occhi di ghiaccio le perforarono l’anima. Poi i ghiaccioli si posarono sulle altre due.
«Allora...» Elias si mise le mani sui fianchi e diede un calcio a un sasso che andò a schiantarsi contro il muro. «Voi avete i vostri informatori e io i miei. A quanto pare qualcuno mi sta accusando ingiustamente di qualcosa.»
«Chi?» chiese Titania.
«Sabisto.» Il sibilo le fece rabbrividire e Dunia sprofondò nel dubbio. «Il vostro caro Sabisto.»
«Aspetta, ci stai dicendo che Sabisto ci sta prendendo tutte in giro?» Titania portò i palmi in avanti. «Noi ci fidiamo di lui.»
«Vi state fidando della persona sbagliata.» Elias piantò uno sguardo da Medusa negli occhi di Titania. «E se vi foste soffermate a riflettere, invece di dimostrarvi le solite deboli femmine che non riescono ad agire senza l’aiuto degli uomini, a parte invocare dee e folletti, ve ne sareste già accorte.»
«Ma cosa ne sai dei nostri segreti più reconditi? Tu conosci solo gli aspetti superficiali del nostro credo.» Dunia si sentì pungere sul vivo. «Di cosa avremmo dovuto accorgerci, secondo te?»
«Vi sta manovrando tutte e tre come delle marionette» rincarò la dose lui, senza tuttavia portare argomenti. «Siete delle stupide.»
L’impulso di Dunia fu quello di strangolarlo ma, data la barriera, si limitò a replicare: «Dicci per quale motivo e valuteremo la situazione.»
«È la Loggia che sta architettando un piano per aumentare la sua sfera di potere, non la Cabala, come vi avrà certamente detto. Noi non perderemmo il nostro tempo in questi giochetti filosofici, anche perché che voi siate più deboli di noi» una smorfia di derisione sulle labbra carnose «non può farci altro che piacere.»

Il primo volume è un mystery, dunque non posso rivelarvi se quanto lui dice è vero o falso, in riferimento agli omicidi iniziali; di sicuro, seppur affascinante, Elias è ambiguo, volgare e offensivo...

Era strana la sensazione che le trasmetteva Elias. Spiacevole e suo malgrado piacevole al tempo stesso. Come se fra i tre sospetti fosse quello più... vero. Ramòn non l’aveva mai convinta e Fulke si comportava come un disegno animato, surreale e anche troppo magico. Elias era invece carnale oltre misura e paradossalmente umano in tutti i suoi aspetti.

Nel secondo volume, “Luna di notte” (leggi qui la quarta di copertina), Elias diventa il protagonista maschile. Alla luce di quanto scoperto nel primo volume, la partenza da antagonista è abbastanza discutibile e, dati diversi colpi di scena all’interno dell’intreccio, la sua evoluzione psicologica non sembrerà poi così scontata, per non parlare di quanto avverrà nel terzo e conclusivo episodio. Quel che è certo è che appare sin dall’inizio più vulnerabile, dato che i due ‘nemici’ si trovano in una prigione particolare, privati dei poteri magici e della possibilità di farsi del male.

«Perché Jeremiah ti ha salvato la vita?» Forse il buio la ingannò, ma le parve di vedere un muscolo guizzare, là dove c’era stato il sorriso. Forse non si aspettava che fossero entrati in contatto. «Ha un ciondolo come il tuo. Facevate parte di uno stesso gruppo?»
«Più o meno» replicò brusco, distogliendo lo sguardo.
«Hai detto che non hai nulla da nascondere.»
«Infatti.»
«Allora perché non mi vuoi rispondere?»
Lui alzò il mento di scatto e la fissò in silenzio per alcuni istanti, socchiudendo gli occhi. Poi si volse di nuovo altrove e si alzò lentamente, vagando a vuoto per la caverna e trastullando la sabbia con i piedi.
In quel momento a Dunia apparve vulnerabile. Non seppe spiegarsi perché, ma c’era qualcosa che ancora non le quadrava in quella situazione.
«Perché non mi rispondi?» insisté. «Ti vergogni?»
La risata di Elias parve liberatoria di un visibile stato di nervosismo. «Io?» sbottò lui, prendendo a camminare avanti e indietro con fare concitato. «È lui che dovrebbe vergognarsi.»
«Per averti salvato la vita?»
Elias si bloccò e piegò la testa da un lato. «Sì, perché è un debole anche lui.» Una smorfia di disgusto gli si formò sulla bocca. «Io non avrei fatto lo stesso al suo posto.»
«Non ne dubito.»

Insomma, all’apparenza Elias è malvagio, crudele, feroce, ma nasconde segreti che potrebbero farcelo rivalutare, e tutto potrebbe riassumersi nella frase dello slogan del secondo volume: “È possibile, senza magia, redimere il Male?”
La risposta è qui, e che la Dea lo benedica

venerdì 22 gennaio 2016

Personaggi e fan art

Care consorelle e confratelli,
mi è stato più volte rimproverato dagli addetti ai lavori che mi sbilancio poco con la fan art. Ultimamente vige il trend di postare sui social immagini di attori e fotomodelli a cui le autrici dichiarano di essersi ispirate per i loro personaggi, ma io non mi ispiro a qualcuno in particolare, e li immagino semplicemente nella mia testa. Per quanto si possa caratterizzare un personaggio a parole, potrebbe capitare che ogni lettrice se lo raffiguri in maniera diversa, e in verità mi darebbe addirittura fastidio interrompere questo incantesimo. In definitiva, preferisco che ognuno si cali nella narrazione e davanti a queste creature come più gli aggrada. Ho deciso tuttavia di aprire una rubrichetta in cui, di tanto in tanto, vi presenterò meglio “i miei uomini” (eh, si sa, le lettrici hanno un debole per i personaggi maschili...) con estratti e ‘dietro le quinte’, in modo che possiate conoscerli meglio. Per cui, restate sintonizzati sulla mia home o sulla mia pagina Facebook per sapere di chi andrò a parlarvi di volta in volta, perché la rubrica partirà fra pochi giorni. Vi anticipo già che il primo protagonista sarà Elias, il cattivo da redimere di Luna di notte.
Che la Dea vi benedica

giovedì 21 gennaio 2016

Il giorno del sorbo

Tanta luce per il primo mese dell'anno!


Care consorelle e confratelli,
per l'antico calendario celtico degli alberi - il calendario Ogham - il 21 gennaio rappresenta il giorno del sorbo (Luis). Albero sacro ai druidi, è collocato nel mese in cui cade il Grande Sabba dedicato alla Dea del Fuoco, Brigit, per cui ne acquisisce anche i poteri, come l'illuminazione (qui in senso metaforico, ovviamente, dato che i drudi erano soliti divinare grazie ad alcuni rametti di questa pianta, o alle bacche bruciate), nonché il significato primordiale di risveglio dopo l'oscurità del periodo dell'anno appena trascorso. La tradizione gli attribuisce poteri taumaturgici e di protezione contro gli spiriti malvagi.
Per gli approfondimenti, se non lo avete ancora letto, vi consiglio il bellissimo "Il segreto dei druidi" (Piemme) di Peter Berresford Ellis (vedi anche i post Il calendario Ogham: buon RuisLa magica musica dei celti e I giorni della betulla e del tasso).
Che la Dea vi benedica

venerdì 15 gennaio 2016

Aggiornamenti su Le spose della notte #2

Care consorelle e confratelli,
chi è arrivato alla conclusione di "Luna di notte - Le spose della notte 2" avrà capito che ci sarà un terzo e conclusivo volume. L'ebook s'intitolerà "La fine della notte" e uscirà nel giorno della Festa dell'Amore, quindi non ci sarà da attendere troppo per l'happy end. Lo so, quest'anno il 14 febbraio cade di domenica, ma il bello di Amazon è che posso decidere di non aspettare che aprano i negozi fisici e celebrare questa magica ricorrenza come più mi piace. Appuntamento quindi a fra meno di un mese per sapere cosa il destino o Jeremiah decideranno per il futuro di Dunia ed Elias... o se il destino ce lo costruiamo da soli, magia o non magia. Intanto vi lascio a dove siamo rimasti.
Che la Dea vi benedica.

I potenti maghi che stanno cercando di sedurti possono dire il falso o il vero. Solo tu puoi scoprire chi ha ucciso le tue compagne di congrega.


Notte di Halloween. Dunia sta festeggiando in un locale con le compagne della Congrega, quando una consorella viene misteriosamente uccisa. L’amico Sabisto, appartenete al credo esoterico della Loggia, protegge le streghe con un rito di magia sessuale, e le aiuta a indagare non solo sulla morte della consorella, ma anche su quella di tutti i compagni trucidati quella stessa notte. I loro cammini s’intrecciano con quelli di tre membri dell’oscura Cabala: il seducente Elias, l’ex confratello Ramòn e il mezzelfo Fulke. I maghi forniscono tre diverse versioni dei fatti. Secondo Elias è la Loggia che le sta manipolando per i suoi scopi; ma per Ramòn, che si dichiara doppiogiochista per proteggerle, la colpa è proprio di Elias, che ha in mente un progetto assolutista per portare avanti un unico credo. E poi c’è Fulke, che afferma di appartenere ai servizi segreti magici. Dunia potrà fidarsi di quest’uomo tanto arcano e bizzarro?

Genere: urban fantasy/paranormal romance
Numero di pagine: 286
Editore: Self
Prezzo: 1,99 euro
Data di uscita: 1 ottobre 2015

Per chi non possiede un lettore Kindle:
(a questo link è possibile scaricare alcune applicazioni gratuite per leggere gli ebook di Amazon su tutti i tipi di cellulari, tutti i sistemi del fisso o, ancora più comodo, sul tablet).

LEGGI ALCUNI ESTRATTI GRATUITI

***

"Imprevedibile, ironica, realista nonostante racconti mondi immaginari.  Anonima Strega aveva già dato sfoggio di originalità nel precedente lavoro Spettabile Demone, e ancor più in questa nuova favola dark vietata ai minori, fa valere la sua capacità di sognare e di far sognare, e nel contempo la maturità di saper guardare in faccia con concretezza i rapporti interpersonali: esasperando le dicotomie, ridimensionando maghi, streghe, creature magiche, rendendoli imperfetti, confusi, fallibili, ambigui e bugiardi perfino con se stessi. Trasmettendo al lettore tutto e il contrario di tutto." La recensione completa su Sognando tra le righe

"Impossibile prevedere durante la lettura l'andamento degli eventi delineati con grande realismo ed un pizzico di ironia, si parla di magia e di mondi fantastici ma è evidente la bravura di questa autrice che riesce a rendere reale il fantastico, credibile il magico e ad umanizzare personaggi non comuni con delle dinamiche interpersonali profonde e per nulla scontate. (...) Un romanzo di una originalità unica." La recensione completa su Storie di notti senza luna

"La sessualità svolge un ruolo determinante nell’intera storia, non al semplice scopo di rendere piccante la narrazione ma in quanto canale privilegiato attraverso cui fluisce la magia, così come la tradizione insegna. L’eros, all’occorrenza, può veicolare rituali di protezione, divenire uno strumento di attacco o un efficace mezzo per penetrare la corazza del possibile nemico e, nel caso specifico, si rivelerà anche profondamente legato al movente degli omicidi. Nessun delitto passionale, ma questioni più profonde che attengono alla sopravvivenza stessa di una stirpe magica in un mondo che sembra votarla all’estinzione." La recensione completa su Il Flauto di Pan

"Trovo che la scelta di affiancare a ogni strega un nemico da combattere e un alleato al proprio fianco è stato geniale; un triangolo perfetto dove ogni mago difende la propria verità portando alla luce delle giovani e ignare streghe i piani sia della Cabala che della Loggia. Ho apprezzato i protagonisti e coprotagonisti della storia, descritti minuziosamente e facendo risaltare non solo i loro pregi e difetti, ma sopratutto le loro particolarità. (...) Un paranormal che va letto e assaporato, perché no, magari proprio la notte di Halloween, nella speranza che gli spiriti elementali siano a vostro favore." La recensione completa su Romance and fantasy for cosmopolitan girls

"Le spose della notte è un libro ricco di movimento, di suspense, di mistero. E’ inoltre presente anche la componente sessuale, che non risulta eccessiva e che si mantiene sempre gradevole durante la lettura. Mi è piaciuto tantissimo lo stile dell’autrice, diretto ed immediato ma al tempo stesso elaborato e contorto, perché è riuscita a creare una situazione complessa e ingarbugliata che non stanca il lettore, ma che al contrario lo tiene sempre più legato alle pagine del libro con l’ansia di scoprire cosa succederà. Vi confesso che le ultime due notti non vedevo l’ora di mettermi comoda nel letto per riprendere la lettura del libro di Anonima Strega, che è riuscito definitivamente ad aggiudicarsi un posto nel mio cuore." La recensione completa su Salotto dei libri

"Anonima Strega dosa bene i vari elementi che mette a disposizione del lettore, creando suspense, tensione e stupore in più punti del racconto senza tralasciare tutta la sfera degli altri sentimenti, che rimangono in questo modo immersi in un calderone nel quale si vuole al più presto essere rimessi." La recensione completa su Bostonian Library

Le spose della notte sono apparse su Babette Brown legge per voi - Romanticamente Fantasy - I miei sogni tra le pagine - Sil-ently aloud - Romance and fantasy for cosmopolitan girls - Sognando tra le righe - Il rumore dei libri - Franci lettrice sognatrice - Il colore dei libri - Leggimi nel pensiero - Il flauto di Pan - Regin La Radiosa - Leggere è un modo di volare senz'ali - Il mercatino dei libri fantasy - Leggere è sognare - Chicchi di pensieri - Atelier di una lettrice compulsiva - Leggere romanticamente - Happy Red Book - Vivere in un libro - Insaziabili letture - Emozioni fra le pagine - Tutto sui libri - Mille e un libro - Over the hills and far away - La bottega dei libri incantati - Italians do it better - Nothing Hill Books - Libro Café.

Su Amazon
Su Goodreads

LUNA DI NOTTE - LE SPOSE DELLA NOTTE 2

È possibile, senza magia, redimere il Male?


I maghi e le streghe che si sono scontrati nella notte del solstizio sono condannati dall’Alto Consiglio per aver agito in modo discutibile. A Dunia è imposta una pericolosa punizione esemplare: una Luna nella prigione magica con Elias. Qui, secondo le istruzioni di Jeremiah, affascinante membro del Consiglio legato alla Cabala, dovrà spingere il nemico a gettarsi nel burrone dell’oblio, per restituirlo alla comunità magica con tutti i suoi poteri e un’identità ripulita. La caverna è dominata da un’entità demoniaca che toglie ai prigionieri ogni possibilità di usare la magia, e che si dichiara intenzionata a proteggere Dunia, impedendole tuttavia di fuggire da quello che fino a quel momento pensava fosse il rivale peggiore. Ma quali sono le reali intenzioni del misterioso Jeremiah?

Genere: urban fantasy/paranormal romance
Numero di pagine: 278
Editore: Self
Prezzo: 1,99 euro
Data di uscita: 18 dicembre 2015
È PREFERIBILE AVER LETTO IN PRECEDENZA “LE SPOSE DELLA NOTTE”, MA I PRIMI CAPITOLI PRESENTANO RAPIDI RACCORDI CHE RENDONO COMPRENSIBILE LA TRAMA ANCHE A CHI NON È ANCORA IN POSSESSO DEL VOLUME 1.


LEGGI ALCUNI ESTRATTI GRATUITI

***

"Confesso di essermi presa una scuffia micidiale per un protagonista tanto crudele, vendicativo e spietato, che coglierne spiragli di vulnerabilità e delicatezza ne ha amplificato il carisma. Così come ho apprezzato una primattrice dubbiosa, fallibile, a volte ingiusta e prevenuta, le cui caratteristiche ambivalenti hanno stemperato quell’aura da crocerossina che tanto spesso rende quasi antipatiche nella loro perfezione le eroine romance." L'anteprima completa su Sognando tra le righe

"Con pochissimi elementi ed un talento fuori dal comune l’autrice riesce a mantenere viva l’attenzione del lettore e ad incollarlo alle pagine con una storia coinvolgente e sentimenti struggenti, sentiti e combattuti a tal punto da sembrare tangibili, in un racconto ricco e denso in cui non manca però la parte leggera e divertente. (...) CAPOLAVORO." La recensione completa su Storie di notti senza luna

"Mentre il primo volume si connotava quasi come un giallo e si reggeva principalmente su azione e mistero, questo, pur non rinunciando alla sua dose di segreti e colpi di scena, risulta più introspettivo e fa leva soprattutto sui sentimenti, portando in primo piano la componente romance. (...) Avendo apprezzato tantissimo il primo capitolo della serie mi aspettavo molto dal sequel e non sono stata affatto delusa, anzi l’ho trovato ancora più coinvolgente, forse proprio perché ho una predilezione per le storie che si concentrano sulla psicologia dei personaggi e valorizzano la componente emotiva." La recensione completa su Il flauto di Pan

martedì 12 gennaio 2016

La vera città di Troia

Cosa c'è di vero nelle scoperte del leggendario Schliemann?


Nel 1868, il dilettante milionario Heinrich Schliemann realizzò il suo sogno e quello di tanti altri lettori scoprendo i resti della vera Troia omerica. In seguito ritrovò il tesoro di Priamo e, con gli scavi compiuti fra Micene, Orcomeno e Tirinto, la maschera funeraria di Agamennone. Figlio di un pastore luterano, aveva deciso di diventare commerciante proprio per realizzare questa chimera, motivo per cui le diffidenze del mondo accademico lo perseguitarono fino a farlo diventare una leggenda. Tutti avevano la mappa, ma solo lui, grazie alla lettura ingenua ma attenta dei poemi, aveva scoperto il tesoro. Avventuriero? Predatore? Solo malelingue o c’era un fondo di verità? In realtà, tutte le ricchezze finirono dei musei d’Europa, dunque potremmo pensare che si trattasse di un appassionato che, grazie allo spirito imprenditoriale, era riuscito a raggiungere il suo scopo. Da lettere e diari, però, scopriamo che alcuni dati sono stati distorti, se non addirittura falsificati. Per la Dea Kubaba-Kybele! Io non voglio farne un eroe, ma nemmeno un delinquente.
Non piace a tutti continuare a sognare? Dettaglio in più, dettaglio in meno...
Pare che la cittadella fosse la maggiore della Troade, area ittita dell’attuale Turchia. I due edifici centrali, il palazzo reale e il Tempio, contrastavano in mole con le case addossate internamente alle mura, e facevano spiccare, in lontananza, lo spiazzo nella pavimentazione adibito a serbatoio, giusto a est delle macerie della larga cisterna esistente prima del terremoto di molti anni prima. Si trattava della fonte d’acqua pubblica. Altre provvigioni d’acqua erano collocate nei pavimenti a nido d’ape delle abitazioni, come deposito, sotto il livello del suolo, oppure nelle giare usate anche per l’olio d’oliva - mai trovata fu più funesta, se la leggenda è realtà... - a piano terra, poiché nelle case si viveva al primo piano, e a quello inferiore, utilizzato di solito come magazzino, si giungeva tramite scale.
Adesso immaginiamo Omero che ci racconta di questi principi nemici che volevano il controllo della thàlassa. Selvaggi, come se non avessero visto il mare prima d’allora, pretesero d’imporre in ogni modo la loro egemonia sull’Elléspontos. Arrivarono così i rozzi pastori di Knossòs, gli scaltri pirati di Ithàke, gli artigiani di Pylos, gli statuari ladroni di Mikene e i maledetti assassini della Thessalia.
Ma agli avidi Mikenaìoi, in verità, poco importava la costruzione di colonie su quelle terre. Una volta impossessatisi di un ricco bottino, preferirono tornare a casa. Il bramato transito delle merci, attraverso il canale dell’Elléspontos, permise loro di spremere le miniere d’oro, argento, piombo e zinco; di catturare i tonni del canale e di estirpare le foreste, da cui ricavarono il legname necessario alla costruzione di nuove navi.
Le Dea ci canterà tuttavia in eterno l’ira funesta del Pelìde Achille.

Per saperne di più:

Leo Deuel – Sulle tracce di Heinrich Schliemann (Garzanti)
David A. Traill – La verità perduta di Troia (Newton Compton)
Paul Faure – La vita quotidiana in Grecia ai tempi della guerra di Troia (BUR)
James G. Mcqueen – Gli Ittiti (Newton Compton)

giovedì 7 gennaio 2016

L'antro di Anonima Strega su Babette Brown legge per voi


Care consorelle e confratelli,
il blog "Babette Brown legge per voi" oggi ospita un mio articoletto 'paranormale' dedicato alla scrittrice Giulia Beyman, nonché al self nostrano e alla narrativa di genere. Ovviamente non è questa la sede per spiegarvi di più, anche perché il post è 'di là', quindi, se volete capire meglio di cosa si tratta, non vi resta che cliccare QUI.
E che la Dea vi benedica

mercoledì 6 gennaio 2016

Le origini della Befana

Alle radici di un personaggio che non è quello che sembra.


C’è una figura folkloristica legata alle festività del solstizio d’inverno prima, e natalizie poi, che tutti conosciamo con il nome di Befana, storpiatura di “epifania.”
Se andiamo indietro nei secoli, scopriamo che in questo periodo venivano celebrati alcuni riti propiziatori pagani concernenti il raccolto dell’anno appena trascorso, già a partire dal X-VI secolo avanti Cristo; ma furono i Romani a stabilire che dodici notti (rappresentanti i mesi) dopo il solstizio d’inverno sui campi coltivati volassero figure femminili in grado di propiziarne la fertilità. Non a caso questa figura femminile volante venne identificata con Diana/Artemide, in quanto legata alla luna, alla cacciagione e alla vegetazione, mentre nei paesi nordici con le personificazioni della natura Holla e Berchta, protettrici di agricoltura e bambini, solite visitare le abitazioni nelle notti d’inverno.
Con l’avvento del cristianesimo, però, tutte le festività agresti pagane vennero bollate come sataniche e sovrapposte a nuove celebrazioni di derivazione biblica. Ecco quindi che, già dal Basso Medioevo, la nostra dea della fertilità diventò una vecchia strega brutta e sporca, “volante” su una scopa, che, da simbolo di purificazione delle case, fu associata alla stregoneria. La Chiesa cominciò quindi a far circolare una leggenda su una vecchia a cui i Magi avrebbero chiesto indicazioni per arrivare a Betlemme e che non li seguì nonostante il loro invito. Pentitasi, prese a regalare dolci a ogni bambino incontrato, nella speranza di ritrovare Gesù. I bambini impararono poi a lasciare scarpe e calze fuori dalla porta affinché la vecchia se le potesse cambiare ogni tanto, dato il lungo camminare. Se non ne aveva bisogno, le riempiva di dolci.
Il cristianesimo riportò dunque al bene la figura che esso stesso aveva interpretato come malvagia e, dodici notti dopo il Natale, cominciò a farla tornare dea bambini, ma quelli che si erano comportati male nel corso dell’anno, non avrebbero ricevuto i dolci, bensì il carbone (in origine propiziatorio anch’esso, in quanto simbolo della cenere dei falò della mietitura).
Le festività correlate della visita dei Magi e del Battesimo di Cristo sono poi sovrapposizioni successive al giorno consacrato in origine all’egizio Osiride, dio dell’agricoltura morto, risorto nell’oltretomba e pronto per tornare sulla terra dei vivi in un giorno futuro. Per gli antichi egizi, il 6 gennaio era la data in cui Osiride scomparso veniva ritrovato, salvato dalle acque, e i ‘maghi’ venuti dall’Oriente con i loro doni un insieme di simboli della prosperità.
Se siete interessati ad approfondire alcune antiche tradizioni del Nilo accennate in chiusura, vi consiglio di leggere “La vita quotidiana degli egizi e dei loro dèi” (BUR) di D. Meeks e Ch. Favard-Meeks, un saggio agile, ben scritto e di facile accesso.

martedì 5 gennaio 2016

Clausola di rescissione

E se Paganini, Mozart, Bach, Vivaldi e Beethoven tornassero per un talent show con un gruppo black metal? Chissà cosa ne penserebbe un'opinionista strega...



Care consorelle e confratelli,
sul blog "La mia biblioteca romantica" è uscito questa mattina il mio racconto dal titolo "Clausola di rescissione." Come il racconto dello scorso anno pubblicato sullo stesso blog, "Killer di cuori", è a tema natalizio, e ormai credo sappiate che per me significa "solstizio d'inverno" (il successivo "La felce e il falò" era invece dedicato al solstizio d'estate), ma incentrato sulle seconde opportunità, che ho interpretato in maniera un pochino bizzarra, dato che, grazie a un patto demoniaco, ho mandato Paganini, Mozart, Chopin, Vivaldi e Beethoven allo sbaraglio in un talent show con un gruppo black metal. L'opinionista gothic è però una vera consorella, quindi avvertirà sicuramente che si tratta di una presenza particolare...
Potete leggere gratuitamente il racconto e, commentandolo, parteciperete all'estrazione di alcuni premi da parte del blog. Ecco qui il link diretto:
http://bibliotecaromantica.blogspot.it/2001/01/clausola-di-rescissione-di-anonima.html
Vi ricordo anche che all'interno della scheda Racconti magici trovate dettagli pure sugli altri racconti online, incluso "La fame del ghoul", ospitato da "Romanticamente Fantasy."
Che la Dea vi benedica

domenica 3 gennaio 2016

La celesta

Un magico strumento musicale poco conosciuto.


Care consorelle e cari confratelli,
quest’oggi voglio parlarvi di uno strumento magico che non ha niente a che vedere con candele o pentacoli, ma con la musica.
Avete mai sentito il suono ovattato, quasi da carillon, di una celesta?
Be’, chi non ha mai ascoltato la Danza della fata confetto dallo Schiaccianoci di Čajkovskij, per esempio?
Questo strumento sembra un piccolo pianoforte verticale, ma non fatevi confondere dalla tastiera, perché la celesta è a percussione (indiretta). Gli strumenti idiofoni producono suoni attraverso lo stesso materiale di cui sono composti, senza che ci sia bisogno di parti in tensione, come corde. I suoni, difatti, sono prodotti da lame metalliche (per la precisione di acciaio, intonate) fissate ciascuna su una cassetta di risonanza, e sospese tramite un sistema di martelletti comandati dalla tastiera e dalla pedaliera. Un po’ come lo xilofono, che però ha lamelle di legno, dunque la celesta fa parte degli strumenti metallofoni.
L’estensione della tastiera è di quattro ottave, dal Do3 al Do7 e la notazione è un’ottava più sotto rispetto ai suoni prodotti. Il timbro è molto puro, dolce, ma penetrante e acuto, perché privo di armonici.
Nata nel 1886, grazie al parigino August Mustel, è entrata per la prima volta in un’orchestra sinfonica nel 1892, proprio nello Schiaccianoci (anche se alcune fonti riportano il 1888, e La tempête di Ernest Chausson). In seguito è stata usata anche da Richard Strauss in Ariadne auf Naxos; dal nostro Puccini, nella Tosca; da Mahler, nella Sinfonia n. 6; nel Requiem e nel balletto Petruška (1911) di Stravinskij; nella Musica per archi, percussione e celesta di Bartók (1936); da Holst, nella suite I pianeti; da Debussy, in Les Chansons de Bilitis; da Schöenberg, nell’Herzgewachse; da Casella, in Convento veneziano (a quattro mani); da Léo Delibes e Théodore Dubois, Stockhausen e Cage. La celesta è presente anche nel jazz, con The Survivor’s Suite di Keith Jarrett, e negli album Pasodoble e Tarantella di Lars Danielsson. Da qui si passa al pop e al rock, con Frank Sinatra (I’ll Never Smile Again) e i Velvet Underground (la celeberrima Sunday Morning); per arrivare ai suoni sintetizzati dei Beatles (Baby, It’s You), dei Beach Boys (Girl Don’t Tell Me), di Buddy Holly (Everyday) e dei Pink Floyd (The Gnome; e Mother, in The Wall).
Che la Dea vi benedica


L'inizio della partitura di Petruška

Per approfondimenti:
La nuova enciclopedia della musica (Garzanti)
L’enciclopedia della musica (De Agostini)

venerdì 1 gennaio 2016

La festa di Giano

Con l'esperienza dell'anno passato, guardiamo a quello che verrà.


Care consorelle e confratelli,
oggi per il calendario occidentale è Capodanno e tutti ci auguriamo che ci porti qualcosa di buono. Nelle antiche religioni pagane, però, si usava festeggiare il dio Giano. Bifronte, guardava contemporaneamente al passato dell'anno vecchio e al futuro del nuovo, con l'esperienza del primo e pronto al contempo a progettare il secondo. Per questo motivo veniva spesso rappresentato anche da un'ascia bipenne, oppure da una porta: entrando, si superava il passato; uscendo, si andava verso il futuro. L'intento di costruire un futuro con l'azione ben si accordava alla filosofia dell'Antica Roma, il dio presiedeva a tutti gli inizi, e la parola "gennaio" deriva proprio dal suo nome. In contrapposizione al cristiano sottomesso alla Provvidenza, Giano si vide osteggiato dalle religioni monoteiste al crollo dell'Impero, per il suo 'attivismo', per il suo costruirsi il destino da solo grazie alle esperienze passate. Con l'augurio per la festa di oggi, vorrei dunque trasmettere quest'idea di consapevolezza di un passato ben più saggio del presente. Pensiamo dunque al futuro, e che la Dea ci benedica